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«Stando [...] all'affresco tracciato da Uexküll [si riferisce a Jakob Johann von Uexküll [1934] (2013) Ambienti animali e ambienti umani. Una passeggiata in mondi sconosciuti e invisibili. A cura di Marco Mazzeo. Macerata: Quodlibet] [...], è un'illusione antropocentrica a farci credere che la mucca e la cicala, l'anatra e la farfalla convivano a tutti gli effetti sullo stesso prato e condividano la medesima porzione di mondo: la ricerca biologica c'insegna che, in realtà, ciascuno di questi organismi è aperto a una gamma ristretta e specifica di segnali, dunque è chiuso, in un certo senso, in una nicchia che non s'intreccia con quella delle altre specie se non in modo indiretto: il ragno tesse la sua tela ubbidendo a un programma innato e, benché la tela sia esattamente calibrata sul peso e la capacità percettiva di una mosca, il suo tessitore, propriamente, non sa nulla della mosca. Il testo di Uexküll non tematizza se non marginalmente la specificità dell'animale umano, limitandosi ad accennare alla possibilità che il nostro «mondo» non sia poi tanto diverso dall'ambiente di ogni altra specie: nient'altro che la nicchia riservata a un animale dalle capacità adattative notevoli, ma non certo sovrannaturali. Nell'elaborazione antropologica dei decenni successivi quest'ipotesi riduzionista fu invece rapidamente accantonata, a favore di una netta distinzione categoriale tra ambiente animale e mondo umano, che insisteva viceversa sul carattere aperto, indefinito e, alla lettera, unheimlich – cioè: perturbante, mostruoso – del «mondo» quale specifico correlato dell'esperienza umana. Si potrà contestare, a buon diritto, la forzatura con cui si tenta qui di scindere l'umanità dell'uomo dalla sua animalità. Per quanto discutibile, però, la distinzione ebbe il merito di porre in risalto il compito primario cui appare vincolata ogni cultura umana: sottrarsi al profluvio delle contingenze, unificando l'esperienza possibile in un «mondo» coerente e ordinato.»

 

Da Massimo De Carolis (2008) Il paradosso antropologico. Nicchie, micromondi e dissociazione psichica. Quodlibet: Macerata, pp. 31-32.

Pubblicato Monday 13 February 2017

Modificato Saturday 27 October 2018


Antropologia filosofica

Antropologia filosofica

Due scritti brevi, ma tutt'altro che agili. Rischiano di risultare davvero ostici per chi non abbia confidenza col percorso di Plessner e con le tesi dell'antropologia filosofica. La tematica politica che qui traccio può però servire da filo conduttore


Approssimazione

Approssimazione

Riscoprire un libro del genere è come spolverare vecchi volumetti quasi buoni a niente, casuali regali di una qualche bancarella che frequentavamo mille anni fa, noi "me" che ancora aveva tempo di andare a passeggio. Eppure però lo comprammo.