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«[...] la regola deve essere considerata un caso particolare dell'applicazione. Vi è innovazione, «spostamento dell'accento psichico [Freud]», brusca deviazione dai sentieri fin lì battuti, quando e solo quando, nell'applicare una certa norma, siamo obbligati a risalire alle spalle di essa e a interpellare «il modo di omportarsi comune agli uomini [Wittgenstein]». Per strano che possa sembrare, la creatività dell'animale linguistico ha il suo innesco in un ritorno: nel ritorno intermittente, sollecitato da una situazione critica, alla «strutturazione normale dei rapporti di vita [Schmitt]», ossia a quell'insieme di pratiche che costituiscono la storia naturale della nostra specie. Il ricorso alla regolarità, cioè allo «strato di roccia» storico-naturale, alimenta due tipi distinti di azione innovativa. Per un verso, la regolarità legittima applicazioni eccentriche, sorprendenti, inventive della regola data. Per l'altro, la regolarità può anche indurre la trasformazione, e perfino l'abrogazione, della regola in questione. I due tipi di creatività sono intrecciati in modo inestricabile. Solo variando più e più volte le sue applicazioni, si arriva a modificare o a sostituire una certa regola. È bene insistere sul fatto che le due forme di innovazione, così intimamente correlate tra loro, dipendono entrambe dalla struttura triadica dell'azione: se il «seguire una regola» si riducesse al binomio regola/applicazione, e mancasse quel «sistema di riferimento» che è «il modo di comportarsi comune agli uomini», non si avrebbe alcuna significativa diversione dai modi di agire consueti. Occorre guardarsi, però, dall'identificare la regolarità con una super-regola. Così facendo, si attizzerebbe di nuovo quel regresso all'infinito che Schmitt e Wittgenstein si sono impegnati a disinnescare. La regolarità è il presupposto e la condizione di possibilità della distinzione tra piano grammaticale (regola) e piano empirico (applicazione), ma, proprio per questo, non vi soggiace. Si tratta, ripetiamolo ancora, di un ambito in cui domina l'indiscernibilità: l'alveo del fiume coincide, li, con il fluire dell'acqua. Pur di evitare l'equivoco circa una super-regola, preferisco sbilanciarmi nella direzione opposta ed equiparare la «strutturazione normale dei rapporti di vita» a una applicazione pura, antecedente a qualsiasi norma positiva.»

 

Da Paolo Virno (2005) Motto di spirito e azione innovativa. Per una logica del cambiamento. Torino: Bollati Boringhieri, pp. 52.53.

Pubblicato Thursday 16 February 2017

Modificato Wednesday 10 January 2018