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«I frati, per tutto il secolo XIII e anche dopo, furono dei predicatori che andavano a parlare in tutte le chiese, radunavano folle all'aperto, organizzavano cicli di prediche per completare l'istruzione religiosa dei fedeli. Inoltre si impegnarono al massimo nella lotta alle eresie. [...] Così in Linguadoca i discepoli di san Domenico continuarono la sua opera ottenendo anche dei risultati che possono sembrare esigui se ci si limita a considerare il numero delle conversioni, ma si rivelarono poi sensibili, dato che l'eresia cessò di diffondersi, anche perché furono usati contro di essa mezzi diversi (la violenza).»

 

Da Marcel Pacaut [1970] (1989) Monaci e religiosi nel Medioevo. Bologna: Il Mulino, p. 249. La maniera in cui compare questo fuggevole riferimento allo sterminio fisico dei catari della Linguadoca è davvero sorprendente. È l'unico punto del volume in cui si accenna all'importante ruolo giocato dagli ordini mendicanti nella repressione violenta delle eresie, quasi la cosa fosse un che di secondario. Pacaut assegna ai domenicani il merito (che tale evidentemente lo considera) di aver combattuto in maniera efficace “l'eresia”, mentre è chiaro che tale merito spetta alla spada. I convertiti furono pochi, dice, ma i catari scomparvero. Difficile dire in maniera tanto stenografica e pallida che i catari vennero sterminati.

Pubblicato Monday 28 November 2016

Modificato Wednesday 13 December 2017


Monaci e religiosi nel medioevo

Monaci e religiosi nel medioevo

A volte fa bene farsi il sangue amaro, sfogliare pagine irritanti di coerenza stantia, irriflessiva, e dominate da una logica accolta senza beneficio d'inventario. Fa bene. Si affilano le armi.