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Marco Mazzeo


Marco Mazzeo è professore associato in filosofia del linguaggio all'Università della Calabria. I suoi interessi di ricerca riguardano principalmente due ambiti distinti, ma fortemente intrecciati. Una parte delle sue ricerche figura come una indagine sulla struttura della nostra percezione, specie del suo carattere fortemente sinestetico. Si tratta di un tema sviluppato soprattutto nei suoi primi lavori, come Tatto e linguaggio e Storia naturale della sinestesia. Quest'ultimo volume, che raccoglie i risultati delle sue ricerche durante il dottorato che ha svolto presso l'Università della Calabria, è risultato finalista del Premio Antonella Musu nel 2006, destinato a premiare l'opera di un giovane autore italiano agli inizi della propria attività scientifica (sezione del X premio filosofico Castiglioncello). L'altro ambito di ricerca del prof. Mazzeo riguarda invece la filosofia del linguaggio in senso stretto, con particolare attenzione al tema dei "giochi linguistici" in Wittgenstein e alla teoria del linguaggio di Hjelmslev (presenti soprattutto in lavori successivi, come Contraddizione e melanconia e Il bambino e l'operaio). I suoi lavori si caratterizzano per la grande capacità di tessitura tra questi due distinti ambiti, che gli consente di porre questioni quali il rapporto tra sinestesia e linguaggio verbale, tra quest'ultimo e l'ontogenesi propriamente umana, tra la materialità del nostro corpo e la corporeità delle nostre parole.

 

Opere recensite

 

Altre pubblicazioni

  • Mazzeo, Marco (2005) Storia naturale della sinestesia. Dalla questione Moulineux a Jakobson. Macerata: Quodlibet.
  • Mazzeo, Marco (2009) Contraddizione e melanconia. Saggio sull'ambivalenza. Macerata: Quodlibet.
  • Mazzeo, Marco (2013) Le onde del linguaggio. Una guida alle Ricerche filosofiche di Wittgenstein. Roma: Carocci.
  • Mazzeo, Marco (2016) Il bambino e l'operaio. Wittgenstein filosofo dell'uso. Macerata: Quodlibet.



L'essere umano pare costretto a definirsi separandosi tra una parte bestiale e una raziocinante. È possibile fare diversamente, ad esempio sottolineando l'aspetto assolutamente materico di ciò che pare incorporeo: il nostro linguaggio.