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«Ora se studiamo più da vicino i cosiddetti caratteri somatici dell'uomo [precedentemente elencati: ortognatismo, mancanza di peluria, perdita dei pigmenti in cute, capelli e occhi, la forma del padiglione auricolare, la plica mongolica, la posizione centrale del foramen magnum, il considerevole peso del cervello, la persistenza delle suture craniche, la labia majora nella donna, la conformazione della mano e del piede, la forma del bacino, la posizione della vagina nella donna orientata verso il ventre, determinate variazioni della dentatura e delle suture craniche] e li consideriamo alla luce dell'ontogenesi dei primati, si dà che tutti quanti hanno una caratteristica in comune: sono condizioni fetali diventate permanenti. In altre parole: le caratteristiche e le condizioni della forma che nel feto degli altri primati sono transitorie, nell'uomo si sono stabilizzate. [...] Ciò che nel processo evolutivo delle scimmie era uno stadio di passaggio, nell'uomo è diventato lo stadio finale della forma.»

 

Da Louis Bolk [1926] (2006) Il problema dell'ominazione. Roma: DeriveApprodi, pp. 51-52.

Pubblicato Sunday 5 February 2017

Modificato Wednesday 13 December 2017


Il problema dell'ominazione

Il problema dell'ominazione

Dalla scimmia all'uomo, attraverso passaggi noti a tutti grazie ai sussidiari delle scuole elementari. Ma sul processo di ominazione si sono fatte anche altre ipotesi, e qui Bolk ce ne consegna una valida: non siamo scimmie evolute, ma scimmie mancate.