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«Probabilmente distinzioni e gerarchie sociali presero a definirsi all'interno delle comunità fin dai primi tempi. Nel popoloso monastero femminile fondato a Betlem da Paola, la più devota e munifica delle amiche di Gerolamo, «le numerose fanciulle, sia nobili che di media e infima estrazione, furono divise in tre gruppi». Rispettandone la provenienza sociale? E probabile. [...] Siamo ai primi, lontani segni di un processo che sarebbe sfociato nell'esclusivismo nobiliare e nelle strutture selettive e discriminanti impostesi per secoli, nei conventi femminili ancora più vistosamente che in quelli maschili. Nei monasteri dell'America spagnola venivano normalmente a costituirsi tre classi, poiché le figlie degli hidalgos destinate alla monacazione entravano in convento accompagnate da una conversa, bianca, e da una schiava, negra o indiana, che restavano al loro servizio e dovevano a esse obbedienza assoluta. In alcuni Ordini per ogni monaca di ceto superiore erano previste una cucina privata e una hermana de obediencia, una «suora di servizio» che la gestiva.»

 

«L'esclusivismo nobiliare imperò a lungo, per secoli e quasi ovunque, a volte assumendo caratteri estremamente vistosi e generando discriminazioni assolutamente incompatibili con le idealità monastiche. [...] Nelle grandi abbazie la differenziazione sociale fu consuetudine perentoria e il ruolo privilegiato della nobiltà regolarmente riconosciuto.»

 

Da Salvatore Pricoco (2003) Il monachesimo. Bari: Laterza, pp. 66-67, 70.

Pubblicato Monday 28 November 2016

Modificato Wednesday 13 December 2017


Monaci e religiosi nel medioevo

Monaci e religiosi nel medioevo

A volte fa bene farsi il sangue amaro, sfogliare pagine irritanti di coerenza stantia, irriflessiva, e dominate da una logica accolta senza beneficio d'inventario. Fa bene. Si affilano le armi.