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Pubblichiamo qui uno stralcio dal libro di Giorgio Agamben L'aperto. L'uomo e l'animale (Torino: Bollati Boringhieri 2002, pp. 44-48). Si tratta del paragrafo dieci, dedicato per intero a Jakob von Uexküll e al suo uso del termine Umwelt.

Oltre a rappresentare un ottimo sunto di cosa questo concetto designi nella sistematizzazione del biologo estone, queste pagine espongono chiaramente quale compito sia affidato da Uexküll al termine Umgebung. Tradotto da Marco Mazzeo come "dintorni" (cfr. Uexküll [1934] 2013), esso designa niente di meno che la Umwelt degli umani. Ma mentre Mazzeo non manca di rilevare come si sia davanti a un termine problematico (i dintorni sono sfumati, non precisi, assimilabili a un resto, a una "coda dell'occhio", e in nessun modo possono garantire una forma di vita stabile come la garantisce la Umwelt degli altri animali), in queste righe Agamben non ritiene opportuno mettere l'accento su questo fatto in realtà centrale. Egli tratta la Umgebung, dunque laUmwelt dei sapiens, semplicemente come lo sfondo di realtà sul quale si staglia la nostra esperienza delle altre forme di vita (e che ci rende perciò in grado di immaginare le Umwelt altrui).

Titoli, grassetti e paragrafazione sono a cura nostra. In fondo alla pagina abbiamo inserito, per chi fosse interessato, dei suggerimenti di lettura. 

 

Fondazione dell'Institut für Umweltforschung

 

È una fortuna che il barone Jakob von Uexküll, oggi considerato uno dei massimi zoologi del Novecento e tra i fondatori dell'ecologia, sia stato rovinato dalla prima guerra mondiale. Certo già in precedenza, come libero ricercatore prima a Heidelberg e poi presso la Stazione zoologica di Napoli, egli si era conquistato una discreta reputazione scientifica attraverso le sue ricerche sulla fisiologia e sul sistema nervoso degli invertebrati. Ma, una volta privato del suo patrimonio familiare, egli fu costretto ad abbandonare il sole meridionale (anche se mantenne a Capri una villa, dove doveva morire nel 1944 e dove, nel 1926, Walter Benjamin doveva alloggiare per qualche mese) e integrarsi nell' Università di Amburgo, fondandovi quell'Institut für Umweltforschung che gli avrebbe dato la celebrità.

 

Contro un pregiudizio antropocentrico

 

Le indagini di Uexküll sull'ambiente animale sono contemporanee tanto della fisica quantistica che delle avanguardie artistiche. Come queste, esse esprimono l'abbandono senza riserve di ogni prospettiva antropocentrica nelle scienze della vita e la radicale disumanizzazione dell'immagine della natura (non deve sorprendere, pertanto, che esse esercitassero una forte influenza tanto sul filosofo del Novecento che si è maggiormente sforzato di separare l'uomo dal vivente – Heidegger – che su quello – Gilles Deleuze – che ha cercato di pensare l'animale in modo assolutamente non antropomorfico). Dove la scienza classica vedeva un unico mondo, che comprendeva dentro di sé tutte le specie viventi gerarchicamente ordinate, dalle forme più elementari fino agli organismi superiori, Uexküll pone invece una infinita varietà di mondi percettivi, tutti ugualmente perfetti e collegati fra loro come in una gigantesca partitura musicale e, tuttavia, incomunicanti e reciprocamente esclusivi, al cui centro stanno piccoli esseri familiari e, insieme, remoti, che si chiamano Echinus esculentusAmoeba terricolaRhizostoma pulmoSipunculusAnemonia sulcataIxodes ricinus ecc. Per questo Uexküll definisce «passeggiate in mondi inconoscibili» le sue ricostruzioni dell'ambiente del riccio di mare, dell'ameba, della medusa, del verme di mare, dell'anemone marino, della zecca – questi i loro nomi comuni – e degli altri minuscoli organismi che egli predilige, perché la loro unità funzionale con l'ambiente sembra apparentemente così lontana da quella dell'uomo e degli animali cosiddetti superiori. Troppo spesso – egli afferma – noi immaginiamo che le relazioni che un determinato soggetto animale intrattiene con le cose del suo ambiente abbiano luogo nello stesso spazio e nello stesso tempo di quelle che ci legano agli oggetti del nostro mondo umano. Questa illusione riposa sulla credenza in un mondo unico in cui si situerebbero tutti gli esseri viventi. Uexküll mostra che un tale mondo unitario non esiste, così come non esistono un tempo e uno spazio uguali per tutti i viventi. L'ape, la libellula o la mosca che osserviamo volare accanto a noi in una giornata di sole, non si muovono nello stesso mondo in cui noi li osserviamo né condividono con noi – o fra di loro – lo stesso tempo e lo stesso spazio.

 

La Umwelt degli umani: il concetto di Umgebung

 

Uexküll comincia col distinguere con cura la Umgebung, lo spazio oggettivo in cui noi vediamo muoversi un essere vivente, dalla Umwelt, il mondo-ambiente che è costituito da una serie più o meno ampia di elementi che egli chiama «portatori di significato» (Bedeutungsträger) o di «marche (Merkmalträger), che sono i soli che interessano l'animale. L'Umgebung è, in realtà, la nostra propria Umwelt, a cui Uexküll non attribuisce alcun privilegio particolare e che, come tale, può anch'essa variare secondo il punto di vista da cui la osserviamo. Non esiste una foresta in quanto ambiente oggettivamente determinato: esiste una foresta-per-la-guardia-forestale, una foresta-per-il-cacciatore, una foresta-per-il-botanico, una foresta-per-il-viandante, una foresta-per-l'amico-della-natura, una foresta-per-il-legnaiolo e, infine, una foresta di favola in cui si perde Cappuccetto Rosso. Anche un minimo dettaglio – per esempio il gambo di un fiore di campo – considerato in quanto portatore di significato, costituisce di volta in volta un elemento diverso di un ambiente diverso, a seconda, per esempio, che lo si osservi nell'ambiente di una ragazza che coglie fiori per farne un mazzetto da spillare sul suo corsetto, in quello della formica che se ne serve come un tragitto ideale per raggiungere il suo nutrimento nel calice del fiore, in quello della larva della cicale che ne fora il canale medullare, utilizzandolo poi come una pompa per costruire le parti fluide del suo bozzolo aereo e, infine, in quello della mucca che semplicemente lo mastica e ingoia per nutrirsi. Ogni ambiente è una unità chiusa in se stessa, che risulta dal prelievo selettivo di una serie di elementi o di «marche» nella Umgebung, che non è, a sua volta, che l'ambiente dell'uomo.

 

Le incomunicanti Umwelt del ragno e della mosca

 

Il primo compito del ricercatore che osserva un animale è quello di riconoscere i portatori di significato che ne costituiscono l'ambiente. Questi non sono, però, oggettivamente e fattiziamente isolati, ma costituiscono una stretta unità funzionale – o, come Uexküll preferisce dire, musciale – con gli organi ricettori dell'animale deputati a percepire la marca (Merkorgan) e a reagire ad essa (Wirkorgan). Tutto avviene come se il portatore di significato esterno e il suo ricettore nel corpo dell'animale costituissero due elementi di una stessa partitura musicale, quasi due note nella «tastiera sulla quale la natura esegue la sinfonia sovratemporale ed extraspaziale della significazione», senza che sia possibile dire come mai due elementi tanto eterogenei abbiano potuto essere così intimamente collegati. Si consideri in questa prospettiva una tela di ragno. Il ragno non sa nulla della mosca, né può prenderne le misure come fa un sarto prima di confezionare un vestito per il suo cliente. E tuttavia esso determina l'ampiezza delle maglie della sua tela secondo le dimensioni del corpo della mosca e commisura la resistenza dei fili in proporzione esatta alla forza d'urto della mosca in volo. I fili radiali sono, inoltre, più solidi di quelli circolari, perché questi ultimi – che, a differenza dei primi, sono ricoperti di un liquido vischioso – devono essere abbastanza elastici da poter imprigionare la mosca e impedirle di volare. Quanto ai fili radiali, essi sono lisci e asciutti, perché il ragno se ne serve come una scorciatoia per piombare sulla sua preda e avvolgerla definitivamente nella sua invisibile prigione. Il fatto più sorprendente è, infatti, che i fili della tela sono esattamente proporzionati alla capcaità visiva dell'occhio della mosca, che non può vederli e vola quindi verso la morte senza accorgersene. I due modi percettivi della mosca e del ragno sono assolutamente incomunicanti e, tuttavia, così perfettamente accordati che si direbbe che la partitura originale della mosca, che si può anche chiamare la sua immagine originaria o il suo archetipo, agisca su quella del ragno in modo tale che la tela che questo tesse può essere qualificata come «moscaria». Benché il ragno non possa vedere in alcun modo la Umwelt della mosca (Uexküll afferma, formulando un pricnipio che doveva avere fortuna, che «nessun animale può entrare in relazione con un oggetto come tale», ma solo coi propri portatori di significato), la tela esprime la paradossale coincidenza di questa reciproca cecità.

 

La Umwelt di un popolo come forzata stabilizzazione della Umgebung 

 

Le ricerche del fondatore dell'ecologia seguono di pochi anni quelle di Paul Vidal de la Blanche sui rapporti tra le popolazioni e il loro ambiente (il Tableau de la géographie de la France è del 1903) e quelle di Friedrich Ratzel sul Lebensraum, lo «spazio vitale» dei popoli (la Politische Geographie è del 1897), che dovevano rivoluzionare profondamente la geografia umana del Novecento. E non è escluso che la tesi centrale di Sein und Zeit sull'essere-nel-mondo (in-der-Welt-sein) come struttura umana fondamentale, possa essere letta in qualche modo come una risposta a tutto quest'ambito problematico, che, all'inizio del secolo, modifica essenzialmente la relazione tradizionale fra il vivente e il suo mondo-ambiente. Com'è noto, le tesi di Ratzel secondo cui ogni popolo è intimamente congiunto al suo spazio vitale come a una sua dimensione essenziale, esercitarono una notevole influenza sulla geopolitica del nazismo. Questa prossimità si segna, nella biografia intellettuale di Uexküll, in un episodio curioso. Nel 1928, cinque anni prima dell'avvento del nazismo, questo scienziato così sobrio scrive una prefazione ai Grundlagen des neunzehnten Jahrhunderts di Houston Chamberlain, oggi considerato come uno dei precursori del nazismo.

 

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Pubblicato Friday 2 February 2018

Modificato Thursday 19 July 2018