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A proposito degli inganni sostanzialisti dell'ascesa sematica e della designazione universale, una buona messa in guardia si può leggere qui:

 

«[...] il procedere metaforico, scaturito da una postura eccentrica e impertinente e mosso da propositi accrescitivi e dilatanti, incarna appieno lo slancio semantico con cui si ambisce ad andare oltre il già designato, saltando dal non-così al non-ancora. Sono queste le ragioni per cui merita, su versante storico, rintracciare ed indagare gli snodi del lungo procedere sostitutivo con cui uno specifico designatore, utilizzato per mettere a tema un dato oggetto, diviene esso stesso, in forza di surrettizie sostituzioni, l'oggetto a cui poi si rivolgono gli ulteriori e successivi designatori. Sospinti dalla potenza della torsione significante della semantic ascent, si passa così da un ‘nome’ all'altro, da una parola all'altra, dal mondo dei realia a quello fittizio, ma concreto, dei nomina. [...] Proprio tramite l'ascesa semantica, l'elevazione discorsiva e meta-rappresentativa, elementi osservabili desunti da particolari empirici sono trasposti e trasferiti in domini universali astratti, ai quali si crede di poter conferire statuto ontico. Metafora e meta-fisica sono così intimamente correlati.»

 

Da Federico Squarcini (2012) Forme della norma. Contro l'eccentricità del discorso normativo sudasiatico. Firenze: Società Editrice Fiorentina, pp. 156-157.

Pubblicato Monday 28 November 2016

Modificato Wednesday 13 December 2017


Monaci e religiosi nel medioevo

Monaci e religiosi nel medioevo

A volte fa bene farsi il sangue amaro, sfogliare pagine irritanti di coerenza stantia, irriflessiva, e dominate da una logica accolta senza beneficio d'inventario. Fa bene. Si affilano le armi.